Orsanmichele, ovvero San Michele Arcangelo
A Firenze non amiamo complicarci la vita, ed è per questo che la chiesa di San Michele Arcangelo viene semplicemente chiamata Orsanmichele. Questa chiesa in cambio ha avuto un vita piuttosto complicata – forse perché è una delle più antiche di Firenze.
L’edificio è noto a tutti, si tratta di quella chiesa medievale a due passi da piazza della Repubblica – una delle poche sopravvissute ai lavori dell’800 che distrussero il Mercato Vecchio e questa zona di Firenze. Forse però non molti sanno che, nel luogo dove adesso sorge la chiesa, fino al XII secolo si trovavano un oratorio e un’altra piccola chiesa.
Ci credete? La zona intorno era completamente circondata da campi coltivati ad orti! Ed è per questo motivo la chiesetta prese il nome di San Michele in Orto – e da lì il passo a Orto di San Michele e poi Orsanmichele fu breve.
Una chiesa o un mercato?
La chiesetta però, come abbiamo detto, non ebbe vita facile, e il comune di Firenze – già a quei tempi più interessato ai soldi che alla religione – demolì la chiesa per fare spazio ad una loggia, destinata al mercato delle granaglie. A ricordo della piccola chiesa distrutta vennero però affrescate due colonne con l’immagine di San Michele Arcangelo e della Madonna.
Pare tuttavia che i fiorentini non abbiano mai saputo decidersi sulla funzione da attribuire a Orsanmichele e per questo nel XV secolo il mercato fu spostato e l’edificio venne trasformato di nuovo in una chiesa, pur mantenendo la propria forma che è dunque insolita per una struttura religiosa: una pianta rettangolare.
L’edificio mantenne una struttura a due piani, e mentre il piano superiore venne adibito a magazzino del grano, quello inferiore diventò appunto la chiesa dedicata alla Madonna. Sui pilastri del piano terra, all’esterno, vennero inserite delle nicchie, che avrebbero accolto i santi protettori delle varie corporazioni delle Arti.
Insomma, adesso i turisti si riposano e bivaccano vicino alle riproduzioni di ciò che è stato il simbolo del ricco panorama della scultura fiorentina dal ‘400 al ‘600. Santo Stefano, San Marco, San Luca e San Filippo, rispettivamente di Lorenzo Ghiberti, Donatello, Giambologna e Nanni di Banco, sono soltanto alcuni degli esempi delle sculture che potrete ammirare fuori dalla chiesa.
Una chiesa piena di piccoli segreti
Ma proprio per la sua storia travagliata, Orsanmichele è ricca di tante piccole meraviglie! Potete infatti recarvi sul luogo e divertirvi a notare questi piccoli dettagli:
- se alzate gli occhi sul Palazzo della Lana, di fronte a Orsanmichele, potete notare come i due edifici siano collegati da un corridoio sopraelevato. Una specie di Corridoio Vasariano in formato mignon, per intenderci.
- esiste un trucchetto che rivela l’antico uso dell’edificio come granaio, infatti se appena entrati guardate sulla sinistra, noterete come il primo e il secondo pilastro presentano degli strani fiori. Si tratta di feritoie collegate ai piani superiori, che i fornai riempivano con il grano che ricevevano dal secondo piano!
- provate ad osservare attentamente i quattro angoli esterni di Orsanmichele: vedrete incise delle immagini che rappresentano spighe di grano e viti. Infatti Orsanmichele non conteneva soltanto il grano, ma generi alimentari di vario tipo fra cui il vino.
L’ingresso della chiesa è gratuito (fatto non così scontato a Firenze), e così anche l’ingresso al museo, che si trova nei due piani superiori e la cui entrata è in via dei Calzaiuoli. Adesso non vi resta che armarvi di un po’ di sana curiosità e andare a visitarla!
Credits: Museums in Florence, Reservas de coches.






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